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Vertenze | 24 Apr 2020
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Giornalisti di Repubblica in sciopero per la sostituzione di Verdelli: «Tempistica imbarazzante». Fnsi al fianco dei colleghi

Venerdì 24 aprile niente giornale in edicola e sito fermo. La decisione del nuovo editore nel giorno indicato come data della morte del direttore dagli anonimi che lo minacciano da mesi. Il Cdr chiede alla proprietà di rispettare i sacrifici che la redazione sopporta da anni e «di predisporre un piano industriale che preveda investimenti e non tagli». Lorusso: «Il nuovo corso sia l'occasione per valorizzare la qualità dell'informazione e le professionalità».
La home page di repubblica.it. Oggi il sito è fermo e il quotidiano non è in edicola

Repubblica non sarà in edicola venerdì 24 aprile, giorno in cui anche il sito internet sarà fermo, a seguito dello sciopero deciso a larghissima maggioranza dai suoi giornalisti dopo la decisione del Cda del Gruppo Gedi di sostituire il direttore Carlo Verdelli come primo atto della nuova compagine proprietaria nel giorno del suo insediamento.

«L'iniziativa dei giornalisti di Repubblica – spiega una nota del Comitato di redazione – non vuol essere un atto ostile nei confronti del nuovo direttore Maurizio Molinari, al quale sin da ora la redazione offre la propria collaborazione con lo stesso impegno, la dedizione e lo spirito di sacrificio che hanno accompagnato tutte le precedenti direzioni di questo giornale. Ciò nonostante, la redazione non può non rilevare come la scelta dell'editore cada in un momento mai visto prima per il Paese e per tutto il pianeta, aggrediti da una pandemia che sta seminando dolore e morte e sta chiamando tutti noi a uno sforzo straordinario. E proprio nel giorno indicato come data della morte del direttore Verdelli dagli anonimi che ormai da mesi lo minacciano, tanto da spingere il Viminale ad assegnarli una scorta. Una tempistica quanto meno imbarazzante».

La redazione di Repubblica, prosegue il Cdr, «consapevole delle difficoltà che sta attraversando, e non da ora, il settore dell'editoria, continuerà a fare la sua parte, ma chiede al nuovo editore di rispettare i sacrifici che i giornalisti sopportano ormai da anni e di predisporre un piano industriale che preveda investimenti e non ulteriori tagli. Men che meno agli organici».

Repubblica, concludono i giornalisti, «non è e non è mai stato un giornale come tutti gli altri. Ha sempre avuto una identità forte espressa in una linea chiara. "È un giornale d'informazione il quale anziché ostentare una illusoria neutralità politica, dichiara esplicitamente di aver fatto una scelta di campo". Sono le parole usate dal fondatore Eugenio Scalfari nel suo primo editoriale del 1976. Parole che valevano allora. E valgono a maggior ragione oggi'».

LA SOLIDARIETÀ DELLA FNSI
Al fianco dei giornalisti in sciopero si schiera la Federazione nazionale della Stampa italiana. «Nel rinnovare la vicinanza a Carlo Verdelli per le intimidazioni che lui e i suoi familiari sono costretti a subire e nell'augurare buon lavoro ai direttori di Repubblica, Stampa, Huffington Post e del polo radiofonico, la Fnsi auspica che il nuovo corso del Gruppo Gedi sia caratterizzato da investimenti in grado di superare le difficoltà e le criticità del settore e di rilanciare l'occupazione», scrive in una nota il segretario generale Raffaele Lorusso.
«L'editoria, non soltanto in Italia, attraversa da tempo una crisi strutturale, ma mai come in questo momento – aggiunge – è sempre più chiaro a tutti il ruolo essenziale svolto dall'informazione professionale per la formazione di un'opinione pubblica consapevole e non condizionata dalla spazzatura che circola nella rete e per la tenuta delle istituzioni democratiche. Per questo, è da raccogliere la sfida dell'innovazione e della trasformazione, annunciata dal presidente del Gruppo Gedi, John Elkann».
L'auspicio, conclude il segretario Lorusso, «è che possa essere l'occasione per valorizzare, in uno spirito costruttivo di confronto e condivisione, la qualità dell'informazione e le professionalità, salvaguardando l'identità delle singole testate».

@fnsisocial
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