Nel 2025 in Italia 759 giornalisti, blogger e attivisti hanno subito intimidazioni e minacce da persone o istituzioni che hanno voluto limitare la loro attività informativa. Rispetto ai 516 rilevati l’anno precedente, è stato rilevato un aumento del 47%. È il dato che emerge dal Rapporto 2025 sulla libertà di stampa in Italia realizzato dall’Osservatorio Ossigeno per l’informazione e presentato il 24 marzo 2026, alla Casa del Jazz, bene confiscato alla mafia romana e sede dell’associazione, nel corso di un convegno promosso in collaborazione con l’Odg del Lazio. Sulla base dei dati disponibili, anche nel 2025 l’Italia è il Paese europeo con più giornalisti minacciati, con più giornalisti sotto scorta e protetti dalle forze dell’ordine con altre forme di tutela.
Gli episodi in cui si è fatto esplicito uso della violenza sono aumentati del 26% rispetto a quelli in cui la violenza è stata solo minacciata. Il 2025 è stato caratterizzato anche da una forte crescita (da 60 a 81, pari a +38%) degli episodi di intimidazione collettiva (cioè contro gruppi di giornalisti o di intere redazioni).
Le azioni legali a scopo intimidatorio configurabili come Slapp (querele pretestuose, cause civili per risarcimento da diffamazione, diffide, eccetera) documentate pubblicamente e in dettaglio sono state 57 (+67% rispetto al 2024) e hanno colpito 117 giornalisti (+105%).
Sono comparsi anche episodi inediti di sorveglianza elettronica e di spionaggio illecito di giornalisti investigativi, con l’impiego di software molto invasivi.
«Fin dai primi mesi del 2025 ci sono stati attacchi gravissimi contro i giornalisti, ma non è stata adottata nessuna contromisura», commenta Alberto Spampinato presidente di Ossigeno.
Le intimidazioni e le minacce hanno continuato a colpire tutto il Paese, ma Piemonte, Lombardia e Lazio sono risultati i territori con più giornalisti minacciati. Il Piemonte è passato da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025; la Lombardia da 13 di due anni fa a 122 dello scorso anno. Il Lazio, che ha conosciuto un live calo nel 2024, nonostante nel 2025 sia scesa al terzo posto per numero di vittime, resta la regione dove dal 2012 si concentra la percentuale più alta di operatori dell’informazione.
PER APPROFONDIRE
Tutti i dati del Rapporto 2025 sulla libertà di stampa in Italia sono disponibili sul sito web di Ossigeno per l’informazione. (anc)