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Gracia, i giornali “To Vima” e “Ta Nea” a rischio chiusura
Internazionale 02 Feb 2017

Grecia, i due giornali più antichi del Paese a rischio chiusura per motivi economici. L’allarme di Efj e Ifj: «Pluralismo in pericolo»

‘To Vima’ e ‘Ta Nea’, giornali del gruppo greco Lamprakis, rischiano di chiudere a causa delle difficoltà finanziarie dell’editore. «Sono a rischio 500 posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione», denunciano Efj e Ifj, che fanno appello al governo affinché faccia rispettare i diritti dei lavoratori.

La scure della crisi economica torna ad abbattersi sul mondo dell’informazione greca. I due giornali più antichi del paese, “To Vima” e “Ta Nea”, sono infatti tra le pubblicazioni a rischio chiusura in seguito alle difficoltà finanziarie dell’editore, il Gruppo Editoriale Lamprakis, che sabato scorso ha annunciato l’imminente fine delle pubblicazioni.

Chiusura contro cui si è schierato il sindacato greco dei giornalisti che, con il sostegno della Federazione europea (Efj) e della Federazione internazionale (Ifj), ha chiesto alla media company di prendere tempo per negoziare una soluzione a lungo termine.

«A rischio – si legge sul sito web della Efj – ci sono i posti di lavoro di 500 operatori dei media, fra cui 250 giornalisti, che aspettano ancora gli stipendi degli ultimi 6 mesi e che negli ultimi tempi hanno dovuto fare i conti con un ambiente di lavoro particolarmente duro».

Nonostante l'annunciata cessazione delle pubblicazioni, i lavoratori del gruppo hanno deciso di resistere e continuare a lavorare senza nessuna garanzia di pagamento. Ma il tracollo del più grande gruppo editoriale del paese resta motivo di grande preoccupazione per Ifj, Efj e sindacato greco, che hanno lanciato un appello alle istituzioni e ai cittadini perché si attivino per garantire il pluralismo e una corretta e completa informazione.

«Chiediamo a tutte le parti coinvolte di perseguire come priorità tutte le opzioni per una soluzione negoziata a lungo termine della vicenda nell'interesse dei lavoratori e dell’opinione pubblica», ha detto il presidente della Ifj, Philippe Leruth.

«Rinunciare a queste due voci del panorama dei media greci sarebbe una perdita terribile, sia per la società che per le famiglie coinvolte, costrette ad affrontare la peggiore delle incertezze», ha aggiunto il presidente della Efj, Mogens Blicher Bjerregård .

Le Federazioni internazionale ed europea dei giornalisti si sono poi rivolte al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks, affinché intervenga «per sollecitare il governo e l’azienda a tenere in debita considerazione le responsabilità delle imprese private in tema di diritti umani e il rispetto dei diritti socio-economici dei lavoratori del gruppo editoriale».

@fnsisocial

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