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La sede della Procura della Repubblica di Napoli (Foto: da google.com/maps)
Giudiziaria 07 Ott 2026

Inchiesta UniPegaso - Multiversity, coinvolti anche gruppi editoriali e direttori

Come riportato dal Fatto Quotidiano, la Procura di Napoli sta facendo luce su «un’ipotesi di corruzione tra privati tra il gruppo guidato da Fabio Domenico Vaccarono e dall’ad Francesco Durante, e i vertici editoriali e giornalistici di quasi tutte le principali testate nazionali». I Cdr del Fatto e del Fatto.it: «Le redazioni hanno sempre lavorato con la massima serenità e la massima indipendenza».

Indagine della Procura di Napoli su alcuni dei principali gruppi editoriali italiani nell’ambito dell’inchiesta su Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity.

L’elenco dei gruppi editoriali, delle testate e delle relative concessionarie di pubblicità citato nel decreto di perquisizione, come riporta il Fatto Quotidiano sul suo sito web mercoledì 7 ottobre 2026, «è lunghissimo e comprende praticamente la maggiori società dell’informazione in edicola e sul web: Gedi (Repubblica, La Stampa), Rcs (Corriere della Sera), Editoriale Domani (Domani), Ciao people (Fanpage.it), l’agenzia Italpress, Il Foglio, Piemme spa in qualità di concessionari pubblicitari delle testate edite dal gruppo Caltagirone (Il Mattino, il Messaggero, il Gazzettino e Leggo), la società editrice di Libero del gruppo Angelucci e de ‘Il Sole 24Ore’, CityNews quale società editrice della rete di testate locali comprendente “Napoli Today”, Seif, società editrice de ‘Il Fatto quotidiano’ e la sua concessionaria di pubblicità Sport Network». Tra gli indagati risultano esserci, «oltre a una serie di amministratori, anche alcuni direttori di testata: Mario Orfeo, in qualità di direttore di Repubblica fino a luglio scorso; Francesco Cancellato, direttore di Fanpage; Andrea Malaguti, ex direttore de La Stampa, Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio».

Vaccarono è accusato, spiega il Fatto Quotidiano, «di aver fatto pressioni, tramite Luigi Bisignani, sulla ministra dell’Università Anna Maria Bernini per prorogare la disciplina “eccezionale” che regolamentava gli esami a distanza». L’articolo specifica che la Procura di Napoli indaga anche su «un’ipotesi di corruzione tra privati tra il gruppo UniPegaso-Multiversity guidato da Vaccarono e dall’ad Francesco Durante, e i vertici editoriali e giornalistici di quasi tutte le principali testate nazionali, tra cui la nostra: l’ad di Seif Cinzia Monteverdi e il direttore de ilfattoquotidiano.it e condirettore de Il Fatto Peter Gomez sono indagati per concorso in corruzione tra privati. Nelle scorse ore sono partite le notifiche degli avvisi di garanzia: in totale 22 gli indagati. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Vaccarono, Durante, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza in qualità di referenti apicali del fondo Cvc Italia proprietario del gruppo, Gianluca Comin e Gianluca Giansante, in qualità rispettivamente di presidente e socio operativo della ‘Comin Partners’, e Andrea Buonomo, in Pegaso già durante la gestione di Iervolino e poi cooptato da Vaccarono nella nuova gestione, avrebbero formato un’associazione a delinquere con lo scopo di commettere “una serie indeterminata di corruzioni tra privati, di istigazioni alla corruzione e, ove necessario, di estorsione”, per avere in cambio, in sostanza, articoli che non ledessero l’immagine del gruppo».

Come riporta l’articolo firmato da Vincenzo Iurrillo «i vertici di Multiversity-UniPegaso sarebbero riusciti ad ottenere buona stampa, si legge nell’avviso firmato dagli aggiunti Sergio Ferrigno e Sergio Amato e dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano attraverso “una rete di rapporti con gruppi editoriali, concessionarie pubblicitarie, direttori di testate e agenzie di stampa” costruita nel tempo. Sarebbe stata utilizzata la leva della “promessa, erogazione, riattivazione e incremento di investimenti pubblicitari”, tramite la quale “condizionare, silenziare, attenuare, ritardare la pubblicazione di notizie riguardanti le indagini in relazione all’Università Telematica Pegaso e al gruppo Multiversity in modo da ridurne l’impatto economico e reputazionale”».

I Cdr del Fatto e del Fatto.it: «Le redazioni hanno sempre lavorato con la massima serenità e la massima indipendenza»
Sulla questione sono intervenuti i Cdr del Fatto e del Fatto.it con un comunicato pubblicato sul quotidiano dell’8 ottobre 2026: «Con riferimento alle notizie sull'inchiesta che ha coinvolto la presidente e amministratrice delegata di Seif Spa, Cinzia Monteverdi, e il direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, assicuriamo che le redazioni hanno sempre lavorato con la massima serenità e la massima indipendenza, con l'unico obiettivo di garantire ai lettori un'informazione di qualità e senza condizionamenti esterni. Siamo certi – concludono i Cdr - che la presidente e ad Monteverdi e il direttore Gomez, ai quali non viene meno il nostro pieno sostegno, garantiranno collaborazione e chiariranno ogni cosa all'autorità giudiziaria». (anc)

AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2026

RETTIFICA DI DANILO IERVOLINO
In merito all’articolo «Inchiesta UniPegaso - Multiversity, coinvolti anche gruppi editoriali e direttori» (fnsi.it, 7 ottobre 2026), Danilo Iervolino precisa: Andrea Buonomo fu scelto da CVC, non da Iervolino: gli atti fanno decorrere il suo incarico di direttore operativo e commerciale dal febbraio 2022, dopo il passaggio dell'intera proprietà, e lo riferiscono alla gestione successiva. Il suo contratto di lavoro fu sottoscritto il 27 gennaio 2022 da Multiversity S.r.l., in persona di Fabio Domenico Vaccarono. Iervolino rispetta le indagini e ha fiducia nella magistratura: contribuirà a fare piena chiarezza e si dichiara innocente.

@fnsisocial

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