CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Minacce 19 Ott 2015

Nuove minacce mafiose a Paolo Borrometi: Fnsi, Unci, Articolo21 e Stampa Romana al fianco del collega

Paolo Borrometi torna nel mirino dei mafiosi: arrivano nuove minacce sulla sua pagina Facebook, ma il giornalista non si lascia intimidire e al suo fianco si schierano sia il mondo della politica che le istituzioni professionali. “Dobbiamo fare quadrato contro questi mezzi uomini. Denunciare sempre – scrive Borrometi – e stare accanto a chi denuncia”. La solidarietà di Fnsi, Unci, Articolo21 e Stampa Romana.

Paolo Borrometi torna nel mirino dei mafiosi: arrivano nuove minacce sulla sua pagina Facebook, ma il giornalista non si lascia intimidire e al suo fianco si schierano sia il mondo della politica che le istituzioni professionali. “Dobbiamo fare quadrato contro questi mezzi uomini. Denunciare sempre – scrive Borrometi – e stare accanto a chi denuncia”. La solidarietà di Fnsi, Unci, Articolo21 e Stampa Romana.

Anche questa volta le minacce sono arrivate via social network. Minacce di morte rivolte dalla mafia al giornalista siciliano Paolo Borrometi, 32enne collega dell’Agi, direttore del sito ‘La Spia.it’, già in passato oggetto delle attenzioni dei malavitosi. La novità è che questa volta a minacciare Paolo Borrometi è stato Venerando Lauretta, in carcere per associazione mafiosa, e dal figlio, Riccardo Lauretta.
“Ti acceco con le mie dita. Ho preso la mia decisione, anche se mi arrestano c'è chi viene a cercarti. Tu morirai. Comunque ti verrò a trovare pure che non vali i soldi del biglietto, sarò dietro la tua porta. Mi viene da ridere pensando il giorno che sei tra le mie mani”, recita l’ennesima condanna a morte recapitata al giornalista.
“Quale sarebbe, stavolta, la mia colpa?”, si chiede Paolo Borrometi. “Quella di aver denunciato, tra gli altri, anche lui e suo figlio. Per Lauretta, suo figlio non dovevo denunciarlo... Lui può minacciarmi a seguito di alcuni miei articoli, loro possono minacciare di morte tranquillamente ma noi non possiamo denunciare. Eppure chi crede nella giustizia deve denunciare... Sono stanco, dobbiamo fare quadrato contro questi mezzi uomini. Denunciare sempre e stare accanto a chi denuncia”.
Al fianco del giornalista si è subito schierata la politica, con il senatore 5 Stelle Michele Giarrusso, catanese, membro della Commissione antimafia, che assicura che la prossima settimana interverrà in Senato sulla vicenda, ma anche l’Unci Sicilia, che in una nota del presidente Andrea Tuttoilmondo “esprime solidarietà al giornalista Paolo Borrometi”, definendo l’episodio “un vile gesto che deve essere condannato senza appello, a prescindere dal mezzo attraverso il quale sia stato rivolto”, e l’associazione Articolo21, che chiede una “scorta mediatica per Paolo Borrometi” e annuncia “pubblicheremo gli articoli che non piacciono al clan e ci auguriamo che tutti i media vogliano riprendere le denunce dei cronisti minacciati dalle mafie”.
E anche Stampa Romana, nel ribadire la solidarietà a Borrometi, chiede "che gli inquirenti facciano presto. Coloro i quali hanno minacciato Borrometi in questi mesi possono farlo perchè si trovano a piede libero. Chiediamo al Capo della Polizia ed al Prefetto di Roma di intervenire per rafforzare la tutela al collega Paolo Borrometi. Non si può più perdere tempo. Noi aderiamo all’appello di 'Articolo 21', rilanciandolo, e faremo da 'scorta mediatica' al collega. Siamo con lui".
Al collega vanno infine la vicinanza e la totale solidarietà della Federazione nazionale della stampa italiana.

@fnsisocial

Articoli correlati

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più