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Servizio pubblico 04 Ott 2018

Rai, Usigrai: «Basta articoli che offendono i dipendenti»

Il fatto che si parli di servizio pubblico «non vuol dire che chiunque sia autorizzato a mettere alla berlina tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'azienda», rileva il sindacato dei giornalisti Rai. «Un gioco – commenta – che giova solo ai governi che vogliono giustificare l'arrivo di esterni».

«Il fatto che la Rai sia servizio pubblico non vuol dire che chiunque sia autorizzato ad offendere e mettere alla berlina tutte le lavoratrici e i lavoratori. Alcuni articoli che abbiamo letto in questi giorni sono una rappresentazione stereotipata dei dipendenti Rai: articoli fatti di pettegolezzi, particolari da buco della serratura e nessuna notizia». È quanto si legge in una nota dell'Usigrai.

«Un gioco al massacro, disgustoso, che non giova a nessuno – prosegue l'Usigrai –. Se non ai governi (di ogni colore, perché in questo non abbiamo mai visto nessuna differenza) che vogliono far passare i dipendenti Rai per parassiti e raccomandati, per giustificare la loro occupazione anche con l'arrivo di esterni. Ricordiamo invece che i tanto dileggiati lavoratori Rai lavorano per il servizio pubblico con il canone più basso, con il minor numero di dipendenti, ma con gli ascolti più alti dei grandi paesi europei».

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