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Servizio pubblico 10 Lug 2015

Riforma Rai, via libera al ddl in Commissione. L'Usigrai: “Non siamo nemmeno vicini a liberarla dai partiti”

La Commissione Lavori Pubblici del Senato ha licenziato il testo del disegno di legge di riforma della Rai. Il provvedimento passa ora alla discussione in Aula, dove dovrebbe approdare entro fine mese, per procedere ad una spedita approvazione.

La Commissione Lavori Pubblici del Senato ha licenziato il testo del disegno di legge di riforma della Rai. Il provvedimento passa ora alla discussione in Aula, dove dovrebbe approdare entro fine mese, per procedere ad una spedita approvazione.

Via libera in Commissione Lavori Pubblici al Senato al ddl di riforma della Rai. Ora il testo passa all'aula. Nella sessione pomeridiana sono stati approvati gli ultimi tre emendamenti, che erano stati accantonati. Tra questi, quello presentato dai relatori che istituisce all'interno del Cda il comitato di cultura, presieduto dal presidente del consiglio di amministrazione e da due consiglieri, per lo svolgimento di funzioni di controllo e di sorveglianza sulle linee e sugli indirizzi programmatici, sullo sviluppo e sulla  commercializzazione del prodotto audiovisivo nazionale.
La Commissione ha dato mandato ai relatori, Raffaele Ranucci e Enrico Buemi, a riferire favorevolmente in assemblea sul testo modificato e ad effettuare le modifiche di coordinamento formale eventualmente necessarie.
“In sostanza  - spiega Buemi – sono passati con l'accordo di una larghissima maggioranza due modifiche importanti: una riguarda la nomina del presidente della Rai che può avvenire solo con il voto favorevole dei due terzi della commissione di Vigilanza. L'altra riguarda i rapporti di forza interni alla nuova governance aziendale. Secondo una modifica approvata l'amministratore delegato per la nomina dei direttori di testata dovrà chiedere ed ottenere un parere vincolante al Cda, che potrà approvare o bloccare tali nomine con una maggioranza qualificata dei due terzi  (ovvero di cinque membri su sette). Su tutte le altre nomine apicali (compresi i direttori di rete) il parere sarà obbligatorio ma non vincolante. Ma è chiaro che di fronte ad un voto negativo della maggioranza qualificata del Cda si porrà un problema di opportunità”.
“L’altra novità – prosegue il relatore – è l'introduzione di un comitato di garanzia democratica e culturale che ancora non ha un nome, composto dal presidente e da  due consiglieri che dovrebbe vigilare sull'operato del servizio pubblico”.
Il provvedimento dovrebbe ora approdare in tempi brevi in aula per nella speranza di arrivare ad un’approvazione del Senato prima della pausa estiva. Martedì 14 potrebbe riunirsi la conferenza dei capigruppo e il provvedimento potrebbe credibilmente approdare nell'aula di Palazzo Madama intorno a martedì 21 luglio, anche perché bisognerà fissare i tempi per la presentazione degli emendamenti in aula.

Il giorno dopo l'approvazione del disegno di legge sulla Rai in Commissione Lavori Pubblici al Senato arriva la protesta dell’Usigrai: “Se l'obiettivo era liberare la Rai dal controllo dei partiti e dei governi, allora – si legge in una nota - non ci siamo nemmeno vicini. Dopo settimane in Commissione, l'accordo trovato all'unanimità permetterà a tutti i partiti, nessuno escluso, di tornare a spartirsi i vertici di Viale Mazzini con il governo di turno”.
“Prosegue invece – prosegue la nota - il silenzio assordante su ciò che doveva essere la priorità assoluta: quale missione affidare al servizio pubblico e con quali finanziamenti”.

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