Il giornalista tunisino Mohamed Yousfi, caporedattore del sito investigativo Al Qatiba, è stato posto in stato di fermo nell'ambito di un'inchiesta del Polo giudiziario economico e finanziario di Tunisi per presunto arricchimento illecito, riciclaggio di denaro e altri reati finanziari. Ma per il sindacato il caso rappresenta un attacco alla libertà di stampa.
Yousfi è stato fermato la sera di venerdì 4 settembre 2026 davanti alla sede della radio Express Fm, dove avrebbe dovuto partecipare a una trasmissione. Secondo fonti giudiziarie, l'inchiesta riguarda anche la presunta costituzione di un'associazione finalizzata ad attentare a persone e beni e flussi finanziari illeciti di cui il giornalista avrebbe beneficiato attraverso un'associazione.
Il Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini, (Snjt), ha espresso «forte preoccupazione», sostenendo che durante l'interrogatorio Yousfi sia stato sentito anche sulla sua attività professionale e sulla linea editoriale di Al Qatiba.
Per Zied Dabbar, presidente del Snjt e vicepresidente della Ifj, l'arresto di Mohamed Yousfi è «un messaggio intimidatorio rivolto a tutta la categoria», nonostante questo «i giornalisti tunisini non rinunciano ad esercitare il loro indispensabile dovere di informare».
Al fianco del collega anche il segretario del sindacato mondiale, Anthony Bellanger, che a nome della Federazione internazionale ha subito chiesto l'immediato rilascio di Yousfi. (mf)