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La sala della Protomoteca in Campidoglio (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Formazione 15 Gen 2026

'Una legge per difendere le notizie e salvare il giornalismo', il 21 gennaio dibattito in Campidoglio

Appuntamento a partire dalle 10. Fra i relatori interventi previsti anche il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini, la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti, il segretario della Fondazione Murialdi Giancarlo Tartaglia.

Mercoledì 21 gennaio 2026, alle 10, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, si svolgerà il dibattito sul tema 'Difendere le notizie, una legge per salvare il giornalismo. I lavori, aperti dal saluto del presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti del Lazio, Guido d'Ubaldo, saranno introdotti da Vittorio Roidi con una relazione su 'L'informazione come servizio pubblico'.

Interverranno il costituzionalista Paolo Aquilanti, il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini, la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti, il segretario della Fondazione Murialdi Giancarlo Tartaglia, il consigliere d'amministrazione della Rai Roberto Natale, parlamentari ed esponenti politica e del giornalismo. Il dibattito sarà condotto da Maria Concetta Mattei.

«Occorre che il Parlamento affronti la crisi in cui si trovano molte aziende e quasi tutti i rami dell'informazione italiana. Serve una legge che sancisca il valore dell'informazione in un sistema democratico. Attualmente, dopo più di sessanta anni dall'entrata in vigore della legge n. 69/1963, sono all'esame della commissione Cultura del Senato due testi. Ma non appaiono risolutivi», annunciano i promotori.

Il corso, promosso dalla associazione Professione Reporter e dalla Fondazione per il giornalismo 'Paolo Murialdi', spiegherà «perché solo dopo l'approvazione di una nuova legge gli organi dello Stato, nazionali e locali, potranno intervenire per soccorrere aziende private impegnate nella diffusione delle notizie. Questa legge - proseguono i promotori - deve affermare che l'informazione è un bene pubblico del quale i cittadini non possono fare a meno. Per quanto si tratti di un bene immateriale (a differenza di sanità, trasporti, scuola ecc.) deve essere garantito ai cittadini all’interno di una democrazia efficiente». (mf)

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