«Occorre restare uniti in una lotta che è soprattutto difesa della nostra dignità di giornalisti e del nostro lavoro intimamente connesso alla crescita e alla vita democratica del Paese». Così la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante ha spronato la redazione de L’Arena di Verona ad aderire in maniera massiccia e convinta allo sciopero del prossimo 27 marzo, seconda giornata di protesta per il mancato rinnovo del contratto scaduto da dieci anni.
Lunedì 23 marzo 2026, Costante ha partecipato da remoto all'assemblea dei giornalisti della testata scaligera assieme al vicesegretario vicario del sindacato veneto, Alessio Antonini. «Scioperare certo costa sacrificio - ha ribadito - ma senza sacrificio non si ottiene nulla. Si tratta di una vertenza dura, in gioco c'è il nostro futuro e quello della categoria. Per questo la risposta deve essere chiara e senza esitazioni».
La segretaria generale ha sottolineato, ancora una volta, come e quanto gli editori della Fieg si sottraggano a un confronto serio e costruttivo, definendo privilegi i diritti e le tutele del lavoro giornalistico. «Parlano solo di costi, mai di investimenti o di innovare il modello di impresa persino di fronte alle sfide imposte dall'intelligenza artificiale. Continuano a chiedere e ottenere contributi pubblici - ha incalzato Costante - e a fare profitti sulla pelle delle redazioni ricorrendo a prepensionamenti e ammortizzatori sociali con l'obiettivo ormai smascherato di destrutturare dalle basi il contratto a partire dalle forfetizzazioni inique e con il ricorso selvaggio ai 'freelance' sottopagati».
E, nonostante questo, vorrebbero altra flessibilità attraverso un taglio del 22% sulle retribuzioni dei giovani: inaccettabile», ha proseguito la segretaria Fnsi, che ha poi incalzato i colleghi: «Segnalate immediatamente eventuali pressioni affinché giornali o siti siano prodotti o aggiornati durante il giorno di sciopero e la Fnsi prenderà i provvedimenti del caso».
Nel corso dell'assemblea si è parlato anche di equo compenso per i collaboratori e degli articoli 2 e 12. E anche di stati di crisi, dal momento che il Gruppo Athesis ha annunciato a breve l'ennesimo ricorso alla legge 416. (Da: sindacatogiornalistiveneto.it)