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Vertenze | 25 Giu 2020
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Vertenza collaboratori del Messaggero, il sostegno dei colleghi di Repubblica e della Rai

Il Coordinamento dei precari del giornale diretto da Maurizio Molinari e il Coordinamento dei non contrattualizzati del servizio pubblico al fianco dei giornalisti in lotta. Intanto il Cdr del quotidiano di via del Tritone chiede all'azienda di recedere dalla decisione di tagliare i compensi e convocare un tavolo di confronto sulla vicenda.
Vertenza collaboratori del Messaggero, il sostegno dei colleghi di Repubblica e della Rai

La protesta dei giornalisti collaboratori del Messaggero trova la solidarietà e il supporto dei colleghi, sia lavoratori autonomi che lavoratori subordinati. All'indomani della nascita dell'assemblea dei collaboratori, il Comitato di redazione del quotidiano ha ribadito loro il proprio sostegno e invitato l'azienda a recedere dalla decisione di tagliare unilateralmente i compensi, chiedendo la convocazione di un tavolo di confronto sulla vicenda «nell'interesse della qualità e della tenuta del giornale».

Anche il Coordinamento dei precari di Repubblica sostiene lo stato di agitazione e la mobilitazione dell'assemblea dei collaboratori del Messaggero e «sarà al suo fianco – si legge in un messaggio – nella richiesta del ritiro dei tagli unilaterali ai compensi e dell'apertura di un tavolo con l'azienda insieme al Cdr. In un contesto di crisi come quello attuale, e di tagli, come molti prospettano, non ci si può dimenticare di chi da anni contribuisce all'uscita quotidiana dei giornali».

Il Coordinamento dei precari di Repubblica è nato con lo stesso spirito a febbraio, nella sede Federazione nazionale della Stampa, «perché i problemi dei giornalisti non dipendenti – osservano i lavoratori autonomi – sono comuni in tutta Italia. Il Coordinamento ha avviato una interlocuzione con il Cdr di Repubblica per portare il prima possibile le richieste dei precari davanti all'azienda. Sotto l'egida del Fnsi le questioni vanno poste tavolo per tavolo, sia nei confronti delle aziende che nei confronti del governo».

Al fianco dei collaboratori del Messaggero, anche il Coordinamento dei giornalisti non contrattualizzati della Rai, che esprime «la propria solidarietà e il proprio pieno sostegno all'assemblea dei collaboratori in lotta per i propri diritti e per la dignità di tutti i lavoratori».

AGGIORNAMENTO del 26 giugno 2020
Solidarietà della Camera del Lavoro Cgil di Frosinone-Latina, ai collaboratori dell'editoria in stato di agitazione
«Da ormai un decennio il mondo dell'editoria assiste ad un fenomeno di deregolamentazione e depauperamento di operatori e giornalisti che hanno visto i loro compensi erosi di anno in anno e inquadramenti sempre più precari e instabili. La decurtazione imposta unilateralmente dall'editore de "Il Messaggero" a tutti i collaboratori, in data 15 giugno 2020, con riduzione del compensi e senza possibilità di trattativa si inserisce, quindi, in un contesto in cui le retribuzioni sono già ora al di sotto dei minimi tariffari previsti dall'Accordo tra Fieg e Fnsi sul lavoro autonomo sottoscritto nel 2014 e allegato al vigente Ccnl, ledendo ulteriormente la dignità professionale di una categoria fin troppo vilipesa». Lo affermano, in una nota, il segretario generale, Anselmo Briganti e il segretario organizzativo, Dario D'Arcangelis, della Camera del Lavoro Cgil di Frosinone-Latina.
«La decisione di aprire lo stato di agitazione proclamato dall’Assemblea dei giornalisti non dipendenti, martedì 23 giugno 2020, trova tutta la solidarietà e il sostegno della CDLT CGIL Frosinone e Latina», aggiungono Briganti e D'Arcangelis, che esprimono la vicinanza del sindacato alle giornaliste e ai giornalisti delle edizioni del Messaggero di Latina e Frosinone.
«La Cgil Frosinone Latina – conclude la nota della Camera del Lavoro – giudica irricevibile, nel metodo e nel merito, la proposta, senza reale possibilità di scelta, dell'editore di differenziare i compensi tra giornalisti di cronaca nazionale e locale e sosterrà lo stato di agitazione sin quando non verrà aperto un vero tavolo di trattativa che dia soddisfazione alle legittime ragioni dei collaboratori».

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