«La Lombarda è a fianco del Cdr e dei colleghi di Condé Nast e ne condivide le preoccupazioni sul futuro della casa editrice. Il sindacato dei giornalisti chiede la ricollocazione dei colleghi e la salvaguardia della loro altissima professionalità». Lo si legge in una nota diffusa dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti mercoledì 29 aprile 2026.
Di seguito il comunicato sindacale siglato da Comitato di redazione e Rappresentanza sindacale unitaria di Condé Nast:
Condé Nast taglia ancora. Quindici persone in meno, zero visione per il futuro
Quindici lavoratrici e lavoratori, tra grafici editoriali e giornalisti: questo è il conto umano dell’ultima mossa di Condé Nast Italia, ossia la chiusura di Wired e una riorganizzazione dell’intera area technology. Due decisioni che arrivano insieme - chiusura e tagli - ma senza alcun confronto sul futuro.
Non è la prima volta, e non sarà neppure l’ultima se qualcosa non cambia. Quella a cui stiamo assistendo non è una ristrutturazione: è la gestione di un’azienda che non sa dove vuole andare e che scarica il costo dell’incertezza su chi lavora. Il management italiano è privo di reale potere decisionale: si limita a recepire ed eseguire direttive che arrivano dall’headquarter statunitense e da un executive team internazionale che impone ai brand locali le proprie priorità, senza dimostrare di conoscere compiutamente le realtà su cui operano e le reali potenzialità dei mercati. Un modello di governance che si è rivelato inefficace, e i risultati parlano da soli.
La nostra richiesta è chiara: nessun taglio. I quindici colleghi coinvolti devono essere ricollocati all’interno dell’azienda, con soluzioni concrete e immediate. Perché il lavoro c’è. Ma non solo: Condé Nast deve sedersi a un tavolo — un tavolo vero, non una comunicazione unilaterale — e rispondere a tre semplici domande: quali sono i piani industriali per l’Italia? Quali investimenti sono previsti? Qual è il modello organizzativo e di business con cui si intende operare e, possibilmente, crescere?
Se le risposte non arriveranno, le iniziative arriveranno da noi — sul piano sindacale e su quello pubblico. Perché difendere quindici persone significa anche affermare con forza che non è più accettabile veder distruggere lavoro qualificato in nome di risparmi che non costruiscono niente. (anc)