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Minacce 03 Ago 2015

Camorra, “Io sto con Nello Trocchia”: l’appello dei giornalisti al prefetto di Napoli

Giornalisti che si mobilitano per altri giornalisti vittime di minacce: diversi colleghi firmano un appello al prefetto di Napoli per chiedere il suo intervento in merito alla vicenda del cronista Nello Trocchia, minacciato lo scorso giugno da un boss della camorra. “Io Sto con Nello Trocchia”, scrivono – tra gli altri – Giovanni Tizian, Manuele Bonaccorsi, Luca Ferrari, Giorgio Mottola, Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.

Giornalisti che si mobilitano per altri giornalisti vittime di minacce: diversi colleghi firmano un appello al prefetto di Napoli per chiedere il suo intervento in merito alla vicenda del cronista Nello Trocchia, minacciato lo scorso giugno da un boss della camorra. “Io Sto con Nello Trocchia”, scrivono – tra gli altri – Giovanni Tizian, Manuele Bonaccorsi, Luca Ferrari, Giorgio Mottola, Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.

“Io sto con Trocchia” è l’appello lanciato dai giornalisti Giovanni Tizian, Manuele Bonaccorsi, Luca Ferrari e Giorgio Mottola per chiedere “un intervento del prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, in merito alla vicenda del cronista Nello Trocchia, minacciato lo scorso giugno da un boss della camorra”.
Tra i firmatari dell'appello, che chiede inoltre all'Ordine dei giornalisti nazionale e ragionale un presa d’atto, anche Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.
“A quel giornalista gli spacco il cranio”, è la frase pronunciata da un esponente della criminalità organizzata e intercettato dalle cimici della Procura di Napoli dopo alcuni articoli pubblicati da Nello Trocchia”.
Al quale, due mesi dopo l’episodio, ancora non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte della Prefettura in merito ad eventuali misure da adottare – secondo la procedura standard – per la tutela della persona esposta a rischio.
Con l’appello i firmatari chiedono, dunque, alla Prefettura di Napoli di “informare immediatamente il giornalista circa le valutazioni effettuate in merito alle minacce e di comunicargli il prima possibile quali sono le misure che intende adottare per tutelare la sua incolumità e la prosecuzione della sua attività professionale”.
Sulla vicenda sono state presentate anche alcune interrogazioni parlamentari “che finora – si legge ancora nel testo dell’appello – non hanno ricevuto alcuna risposta”, mentre di queste ore, purtroppo, è anche la notizia di nuove minacce al giornalista siciliano Paolo Borrometi, al quale sia l’Unci che l’Associazione stampa romana hanno espresso solidarietà e vicinanza.

@fnsisocial

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