Ha avuto un'adesione quasi totale lo sciopero del 28 novembre, proclamato dalla Federazione nazionale della Stampa insieme con le Associazioni regionali di Stampa e con i sindacati di base Ungp e Usigrai per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 10 anni. Oggi (sabato, 29 novembre 2025) tutti i più importanti quotidiani nazionali non sono in edicola; ieri non hanno lavorato, assicurando solo finestre informative, le colleghe e i colleghi della Rai e degli altri grandi network televisivi. E nella giornata senza informazione, anche i siti non sono stati aggiornati.
Per la prima volta anche molti quotidiani in cooperativa hanno deciso di sacrificare una giornata di lavoro e di incasso per affiancare nella protesta i colleghi; lo stesso gesto di solidarietà e vicinanza compiuto anche da piccole redazioni giornalistiche che hanno altri contratti. Quasi tutti i precari, i Cococo e le Partite iva, hanno affiancato le redazioni in una lotta che riguarda anche il loro futuro e le loro retribuzioni, oggi tra le più basse del Paese.
Plastica dimostrazione che i giornalisti italiani non solo hanno capito che in gioco c'è il futuro dell'informazione, ma che sono anche disposti a lottare per i propri diritti, come è stato evidente nelle manifestazioni organizzate in tutta Italia.
La Fnsi ringrazia ogni singolo collega che, ieri, ha deciso di sacrificare una giornata della propria retribuzione per difendere i diritti economici e sociali di una categoria che rivendica la dignità e il valore di questa professione.
In queste ore le Associazioni regionali insieme con la Federazione nazionale della Stampa stanno valutando comportamenti antisindacali da parte degli editori e dei direttori dei pochi giornali in edicola: forzature che hanno limitato il diritto di sciopero stabilito dall'articolo 40 della Costituzione e che saranno denunciate nelle sedi competenti. Forzature non degne di un Paese civile e di una categoria che si batte per la libertà di informazione.
Fnsi sarà al fianco delle Associazioni regionali e dei colleghi che, pur scioperando, hanno visto vanificato il proprio gesto attraverso inaccettabili pratiche antisindacali come è accaduto al Giornale e in parte anche alla Gazzetta dello Sport.
In queste settimane di mobilitazione Fnsi, le Associazioni regionali e Usigrai si sono confrontate con tutti i colleghi che lo hanno chiesto e continueranno a farlo, nel rispetto dello Statuto dei lavoratori e anche delle recenti decisioni della Corte Costituzionale in tema di rappresentanza sindacale.