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Libertà di informazione | 21 Mag 2020
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Giornalista napoletano fermato a Parigi, Fnsi e Sugc: «I diritti civili devono essere sempre al primo posto»

Marco Cesario stava filmando con il telefono una manifestazione. È stato trattenuto dalla polizia per oltre un'ora. Con lui anche due colleghi di Rtl e di una radio francese. Il sindacato: «Non vorremmo che le regole straordinarie legate all'emergenza possano alimentare atteggiamenti non tollerabili in uno Stato democratico».
Il giornalista Marco Cesario accerchiato dai poliziotti francesi (Foto: Facebook)

Il giornalista napoletano Marco Cesario, assieme a due colleghi di Rtl e di una radio francese, è stato fermato dalla polizia a Parigi perché stava riprendendo con il suo telefonino una manifestazione di protesta ed è stato liberato solo dopo un'ora.

«La polizia francese detiene una decina di persone tra le quali io stesso dopo una manifestazione spontanea contro l'arresto di alcuni manifestanti che protestavano per la condizione di sanitari ed infermieri – aveva scritto sul suo profilo Facebook – La mia colpa? Filmare quanto stava accadendo. Ho mostrato la tessera stampa ma non gliene frega nulla. Non mi lasciano andare, né me né le persone che erano con me tra cui alcuni giornalisti. Siamo accerchiati da decine di poliziotti in tenuta antisommossa e camionette della polizia».

Contattato dai vertici del Sindacato giornalisti della Campania, Cesario ha confermato di stare bene, ma di essere molto preoccupato per l'atteggiamento della polizia. «I diritti civili devono sempre restare al primo posto – affermano in una nota Fnsi e Sugc –. Non vorremmo che le regole straordinarie legate all'emergenza Covid-19 possano alimentare atteggiamenti non tollerabili in uno Stato democratico».

@fnsisocial
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