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Minacce 12 Feb 2016

Mafia, arrestato il boss che minacciò di morte Paolo Borrometi

La polizia di Ragusa ha arrestato il boss mafioso che minacciò di morte Paolo Borrometi, giornalista dell'Agi e direttore del sito internet “LaSpia.it”, da quasi due anni costretto a vivere sotto scorta “per il solo fatto di aver svolto il proprio dovere di informare”, ricordano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti nell'esprimente vicinanza e solidarietà al collega.

La polizia di Ragusa ha arrestato il boss mafioso che minacciò di morte Paolo Borrometi, giornalista dell'Agi e direttore del sito internet “LaSpia.it”, da quasi due anni costretto a vivere sotto scorta “per il solo fatto di aver svolto il proprio dovere di informare”, ricordano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti nell'esprimente vicinanza e solidarietà al collega.

«Siamo vicini al collega Paolo Borrometi, giornalista dell'Agi e direttore del sito internet “LaSpia.it” nel giorno in cui la Polizia di Ragusa ha arrestato Gionbattista Ventura, fratello di Filippo, capomafia di Vittoria (Ragusa)». È quanto affermano in una nota il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
«Paolo – ricordano Lorusso e Giulietti – è costretto a vivere sotto scorta da quasi due anni per le continue gravissime minacce di morte subite. Ventura, considerato il reggente del clan vittoriese, ha infatti più volte minacciato Borrometi, anche pubblicamente, usando espressioni del tipo: "Ti scippo la testa anche dentro il Commissariato, non ti salva nessuno, neanche l'esercito". La colpa del collega è di aver fatto il proprio dovere raccontando le trame della criminalità in una provincia da sempre considerata immune dalla mafia e nella quale invece il malaffare è presente in maniera violenta e pervasiva. A Paolo Borrometi la solidarietà della Federazione nazionale della stampa. Nel ringraziare la Polizia e la Magistratura è auspicabile che le istituzioni, anche alla luce del recente arresto, assicurino e rafforzino la protezione a Borrometi e a tutti i giornalisti minacciati».

@fnsisocial

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