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Minacce 06 Mag 2015

Sandro Ruotolo sotto scorta: il giornalista minacciato di morte dal capo del clan dei Casalesi Zagaria

Il giornalista di Servizio Pubblico, Sandro Ruotolo, è sotto scorta. Lo riferisce una nota della trasmissione. La decisione è stata presa dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, in attesa della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

Il giornalista di Servizio Pubblico, Sandro Ruotolo, è sotto scorta. Lo riferisce una nota della trasmissione. La decisione è stata presa dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, in attesa della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

Le minacce di morte al giornalista televisivo sono arrivate dal capo del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, che, intercettato in carcere, ha detto:"'O vogl' squartat' viv'". All'origine delle minacce, un reportage di Servizio Pubblico sulla Terra dei Fuochi, recentemente andato in onda su La7, che conteneva un'intervista di Ruotolo a Carmine Schiavone.
"Ci sono tracce recenti di rapporti tra Zagaria, quando era latitante, e i servizi segreti. Ma parliamo degli anni Duemila", dice il giornalista in uno dei passaggi. "Non ti posso dire più niente. Lo saprai al momento opportuno", è la risposta di Schiavone, pentito del clan, morto lo scorso febbraio. (ITALPRESS - ROMA, 5 maggio 2015).

LA FNSI SUL CASO DI SANDRO RUOTOLO: “BASTA MINACCE AI GIORNALISTI”
Sull'ennesimo episodio di minacce ai giornalisti, quello che ha visto come protagonista Sandro Ruotolo, interviene anche la Federazione nazionale della stampa italiana: "Basta minacce ai giornalisti", tuona il sindacato unitario.
"Le gravi minacce a Sandro Ruotolo da parte del camorrista Michele Zagaria - dice il segretario generale Raffaele Lorusso – ripropongono il tema della libertà d’informazione nel nostro paese, costantemente minacciata da criminalità organizzata e da potentati economici”. 
“È inconcepibile che chi fa inchiesta, chi scopre le carte dei guasti sociali, ambientali, economici del nostro Paese, rischia – ribadisce il presidente Santo Della Volpe - di finire nel mirino di chi vuole mettere il silenziatore alle notizie e privare i cittadini del diritto, sacrosanto e costituzionale, ad essere correttamente informati".
“Minacce di morte e querele temerarie, richieste di presunti risarcimenti danni in sede civile per migliaia e centinaia di migliaia di euro, tentano ogni giorno di frenare il diritto all’informazione. Questo non è più tollerabile. La Fnsi chiede a tutta la società ed alle istituzioni democratiche italiane di mobilitarsi affinché i giornalisti possano fare il proprio lavoro in totale libertà, con interventi legislativi che ne garantiscano la possibilità di lavorare senza temere querele pretestuose e minacce reali; e con l’agibilità di potersi muovere e documentare i fatti accaduti, senza problemi per la propria incolumità".
"A Sandro Ruotolo, giornalista coraggioso e di valore - chiosano presidente e segretario della Federazione della stampa - va la nostra totale solidarietà e la promessa di una vera 'scorta mediatica', che possa restituirgli quanto prima la possibilità di svolgere le proprie inchieste senza limitazioni di alcun genere, anche quelle purtroppo imposte dalla scorta di carabinieri ed agenti di polizia che stanno giustamente sorvegliando sulla sua incolumità".

@fnsisocial

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