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Strasburgo, in Italia libertà dei media deteriorata
Libertà di informazione 13 Feb 2019

Strasburgo, in Italia libertà dei media deteriorata. «Con il nuovo governo giornalisti più attaccati»

Dopo la Turchia e l'Ucraina, con 15 e 14 segnalazioni, l'Italia e la Russia sono i Paesi con il più alto numero di allerta nel 2018, in tutto 13. Ci sono Paesi come Irlanda, Norvegia, Portogallo e Svezia, invece, che non hanno alcun caso sin dal 2015, quando fu creata la piattaforma per la protezione del giornalismo.

Nel corso del 2018 «la libertà di stampa in Italia è chiaramente deteriorata» e gli atti di violenza compiuti nei confronti dei giornalisti «sono particolarmente preoccupanti». È scritto nero su bianco nel rapporto annuale preparato dalle 12 organizzazioni che gestiscono la piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo e l'incolumità dei giornalisti, secondo il quale la maggior parte delle segnalazioni, che riguardano soprattutto attacchi e minacce, sono arrivate dopo che «il nuovo governo si è insediato il primo giugno». E più in particolare, nel documento si sottolinea che «i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, esprimono regolarmente attraverso i social una retorica particolarmente ostile ai media e ai giornalisti».

Un dato allarmante quello che arriva da Strasburgo, perché come ribadito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al congresso della Fnsi, «la libertà d'informazione e la democrazia sono elementi inscindibili, e la vita della Repubblica e la nostra Costituzione sono profondamente segnate da questo principio».

A rendere evidente il peggioramento della situazione in Italia, uno dei 4 paesi con Turchia, Russia, e Ungheria a cui è dedicato un paragrafo a parte sui 47 Stati membri presi in analisi, è «il brusco aumento» di segnalazioni di violazioni alla libertà di stampa fatte sulla piattaforma nel 2018, «triplicate rispetto all'anno precedente».

Dopo la Turchia e l'Ucraina, con 15 e 14 segnalazioni, l'Italia e la Russia sono i paesi con il più alto numero di allerta nel 2018, in tutto 13. Ci sono Paesi come Irlanda, Norvegia, Portogallo e Svezia, invece, che non hanno alcun caso sin dal 2015, quando fu creata la piattaforma.

E il nostro Paese è anche quello dell'Unione europea che al momento ha «il più alto numero di allerta attive», cioè violazioni della libertà di stampa a cui le autorità non hanno ancora dato seguito e risolto. A fronte dei 20 casi sottoposti attivi dell'Italia, la Germania ne ha 7, la Francia 17, il Regno Unito 4. Infine l'Italia è anche tra i 5 paesi, con Russia, Turchia, Azerbaijan e Bosnia, le cui autorità hanno risposto di meno alle segnalazioni pubblicate sulla piattaforma.

Tra i vari rilievi a carico del Paese, nella relazione di Strasburgo, si ricorda che «Salvini ha minacciato di togliere la scorta al giornalista Roberto Saviano, nonostante siano note le minacce di morte che ha ricevuto da parte delle organizzazioni criminali». Mentre «Di Maio ha insultato i giornalisti (dopo il processo al sindaco di Roma, Virginia Raggi) e ha dato inizio a una politica per abolire i fondi pubblici alla stampa». (Ansa)

@fnsisocial

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