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Associazioni | 07 Giu 2019
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Trento, Giulietti al seminario Ucsi: «Il Parlamento accolga l'appello di Mattarella a salvare le voci delle differenze»

«Non possiamo accettare che siano messi a tacere giornali ed emittenti che ogni giorno danno voce a chi non ha parola», ha detto il presidente della Fnsi in occasione dell'incontro 'Siamo membra gli uni degli altri: dalle community alle comunità'.
Un momento dell'incontro organizzato dall'Ucsi del Trentino
Un momento dell'incontro organizzato dall'Ucsi del Trentino
Un momento dell'incontro organizzato dall'Ucsi del Trentino
Un momento dell'incontro organizzato dall'Ucsi del Trentino

«Facciamo partire da Trento un appello al Parlamento perché accolga il messaggio del presidente della Repubblica perché vi sia la giusta applicazione dei principi costituzionali, per la salvaguardia di tutte le voci di tutte minoranze contro tagli e bavagli all'editoria». Lo ha detto il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, in occasione dell'incontro 'Siamo membra gli uni degli altri: dalle community alle comunità', organizzato dall'Ucsi del Trentino.

«Non possiamo stare in silenzio di fronte alla distruzione delle nostre comunità, dei nostri valori democratici. Dobbiamo trasformare le parole in azione, e dare vita alle parole delle nostre carte, ad iniziare da quelle contenute nella nostra Costituzione», ha aggiunto Giulietti.

«Quella che viviamo oggi è una crisi della democrazia, e dobbiamo fare nostre le parole del papa al coraggio del giornalismo, perché raccontare la verità significa educare a discernere. Per questo – ha proseguito – non possiamo accettare che siano messi a tacere giornali e emittenti che ogni giorno danno voce a chi non ha parola».

Giulietti ha poi proposto di promuovere una giornata di difesa della stampa con la pubblicazione di un editoriale con un titolo unico – ripreso dal motto del Washington post, 'Democracy dies in darkness' – su tutte le testate italiane.

«C'è il rischio - ha detto il direttore dell'ufficio per le comunicazioni sociali, don Ivan Maffeis, ricordando l'importanza dei settimanali e delle emittenti a rischio chiusura - che il taglio alla piccola editoria rappresenti un impoverimento della nostra democrazia. Non si tratta di una battaglia di bandiera, ma della salvaguardia delle voci presenti sul territorio».

@fnsisocial
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