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Fnsi 01 Lug 2004

Natale (Usigrai): “Cosa ci faceva Cattaneo a incontro della Cdl?” Il Segretario generale della Fnsi: “Scandaloso il caso Borrelli” Usigrai replica all’azienda su Borrelli

Natale (Usigrai): “Cosa ci faceva Cattaneo a incontro della Cdl?” Il Segretario generale della Fnsi: “Scandaloso il caso Borrelli” Usigrai replica all’azienda su Borrelli

Natale (Usigrai): “Cosa ci faceva Cattaneo
a incontro della Cdl?”
Il Segretario generale della Fnsi: “Scandaloso il caso Borrelli”
Usigrai replica all’azienda su Borrelli

“Ma cosa ci faceva Flavio Cattaneo all’incontro sulla Rai con i responsabili per l’informazione dei partiti del centro-destra? La sua presenza appare una scandalosa conferma del fatto che il Direttore Generale non ha il minimo senso dell’autonomia del servizio pubblico, e che dopo la Gasparri la subordinazione della Rai al governo e alla maggioranza si è fatta ormai talmente evidente da far saltare anche il residuo rispetto delle forme. Non spetta al Direttore Generale contrattare con le forze politiche i futuri assetti della Rai. I suoi interlocutori devono essere soltanto quelli istituzionali, tra i quali il governo. Cattaneo conosce la differenza?” Il Segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato: “La riunione del Polo delle Libertà con il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo comincia a dare i suoi frutti: via Giulio Borrelli dall’ufficio di corrispondenza da New York, fuori Olivero Beha dalla Radio, conferma almeno fino a febbraio prossimo del Cda a quattro. In particolare, trovo scandaloso l’intervento della direzione del Tg1 sul collega Borrelli, al quale è andata giustamente la solidarietà del Cdr della testata. Senza un’intesa, senza nemmeno un accenno di dialogo con il collega, la Rai lo rimuove dall’incarico nonostante l’equilibrio e la professionalità con la quale Borrelli ha esercitato per anni il compito di corrispondente dagli Stati Uniti in un momento delicatissimo per la situazione internazionale. Dopo le elezioni europee e i ballottaggi delle amministrative la pressione del Governo sulla Rai e della direzione generale sulle testate e sulle redazioni si è notevolmente accentuata. Occorre immediatamente riprendere l’iniziativa e mi sembra importante che il Comitato per la libertà e di diritti all’informazione, anche in relazione al ruolo ormai residuale affidato dal Premier al servizio pubblico, abbia deciso di promuovere un’iniziativa nei prossimi giorni per rivendicare l’attuazione degli ordini del giorno del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa. E’ importante anche che la “Carta di Gubbio” trovi la massima adesione tra chi giustamente si oppone al conflitto d’interessi mediatico del Presidente del Consiglio”. Rai: Usigrai replica all’azienda su Borrelli La Rai cerca inutilmente di camuffare, con le “indiscrezioni” che affida alle agenzie, il fatto che a Giulio Borrelli è stato recapitato (nonostante la qualità del lavoro svolto in questi anni da New York, o forse proprio per questo motivo) un autentico preavviso di rimozione. Non è vero infatti che tutti i corrispondenti esteri che si avvicinano alla scadenza dell’incarico abbiano ricevuto nel recente passato analoga lettera da parte della Rai: lo stesso Borrelli, un anno fa, era stato prorogato senza preventiva disdetta (l’incarico di corrispondente ha durata inizialmente biennale e viene poi rinnovato di anno in anno). Questo iter comporta per di più lo scavalcamento dei direttori di testata, che si trovano ad essere consultati dopo – e non prima – che la Direzione Generale abbia fatto partire le lettere di disdetta. Anche in materia di corrispondenti dall’estero, questo vertice parla di regole e norme soltanto per coprire operazioni di risistemazione guidate da motivazioni extra-professionali. Come quando, l’estate scorsa, l’intera rete delle sedi Rai venne stravolta con l’obiettivo di dare al semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea adeguata “assistenza” informativa da Bruxelles. E infatti qualche corrispondente è durato il tempo necessario a cantare le gesta del premier in Europa. Una logica c’è in queste operazioni, ma con le ragioni editoriali non ha nulla a che spartire.

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