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La polemica | 18 Giu 2020
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'Non un accredito di meno', i fotoreporter si mobilitano per tornare a lavorare negli stadi

I professionisti dei media che si occupano di sport chiedono di superare il protocollo in vigore, che prevede l'accesso solo per 10 giornalisti e 10 fotografi, in vista della ripresa dei campionati di calcio. Dopo la deroga concessa in occasione della finale di Coppa Italia, per loro la situazione è tornata all'anormalità.
'Non un accredito di meno', i fotoreporter si mobilitano per tornare a lavorare negli stadi

Superare il protocollo attualmente in vigore in vista della ripresa dei campionati di calcio. E tornare a lavorare negli stadi, dove al momento resta consentito l'accesso solo a 10 giornalisti e 10 fotografi. Questo il senso della campagna social promossa da un gruppo di fotoreporter che chiede #NonUnAccreditoDiMeno.

Dopo la deroga concessa dal ministro per lo Sport, Vincenzo Spadafora, in occasione finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli, infatti, la situazione per giornalisti e fotografi non è ancora tornata alla normalità pre-pandemia.

Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, alla domanda del conduttore: «Fotografi e giornalisti perché non possono entrare?», il ministro aveva risposto quello che sarebbe accaduto per la gara del 17 giugno: «Abbiamo autorizzato già per domani». In realtà era "solo" per domani.

«18 giugno: fotografi e giornalisti di nuovo fuori dagli stadi», lamentano allora i promotori della mobilitazione, che chiedono Spadafora di rispettare la parola data.

@fnsisocial
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